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I paesi abbandonati

Centri ricchi di fascino avvolti nelle nebbie della storia

ruderi di cirella

Il fenomeno di abbandono dei paesini interessa da sempre numerose realtà della penisola italiana. In passato si lasciavano i borghi al proprio destino per i motivi più disparati: carestie, invasioni, alluvioni. Intorno al fenomeno sono sorte, inoltre, numerose leggende che hanno accresciuto il fascino di questi graziosi abitati.

La Calabria, per fortuna (o purtroppo!), presenta un ampio ventaglio di centri abbandonati, dove sembra che la clessidra sia stata posta in orizzontale dal dio Chronos. Da nord a sud è un ribollire di paesi fantasma, leggende e storie che accrescono il fascino di una regione dotata di forza spesso sommersa ma evidente in queste piccole realtà. Ci limiteremo a riportare in questa breve guida i centri principali, tralasciando altri esempi sicuramente meno noti ma di ugual carisma.

L’abitato più settentrionale è Laino Castello, al confine con la Basilicata: fondato nel VII secolo a.C., ha conosciuto momenti di splendore alternati ad altri di decadenza, fino all’abbandono definitivo nel 1982 in seguito a un terremoto.

Restando in provincia di Cosenza, incontriamo Cirella, sul versante tirrenico. Secondo la leggenda sarebbe stata distrutta da un’invasione di formiche rosse giganti che avrebbero divorato gli abitanti. In realtà, secondo alcune fonti, la distruzione sarebbe da attribuire a un fantomatico generale francese, La Formique, in lotta con gli inglesi ai primi dell’800.

Poco più a sud troviamo Cavallerizzo, piccola frazione del comune di Cerzeto, centro di origine albanese sorto in seguito alle invasioni ottomane della penisola balcanica nel XV secolo. Interessato sin dalla fondazione da movimenti franosi, è stato definitivamente abbandonato nel 2005 proprio in seguito all’ennesimo smottamento.

Anche la provincia di Vibo Valentia ha i suoi borghi abbandonati, tra i quali ricordiamo soprattutto Papaglionti, frazione di Zungri, spopolatosi per via di un’alluvione nel 1952.

La maggior parte dei paesi fantasma, però, si concentra in provincia di Reggio Calabria, in particolare sull’Aspromonte: Africo, Roghudi, Amendolea, Pentedattilo. Tutti centri di origine grecanica, questi piccoli borghi hanno dovuto subire gli umori di una natura che ne ha modellato i destini. Le loro posizioni strategiche sono state croce e delizia: spesso a guardia di valli o passi, su speroni rocciosi inespugnabili, hanno dovuto capitolare di fronte alla furia degli elementi, lasciando al visitatore di oggi spettacoli unici in cui perdersi e ritrovarsi. I paesi abbandonati rappresentano meglio di altre componenti il volto di una regione in lotta per inserirsi nel cammino della modernità, ma ancora aggrappata a valori e tradizioni di altri tempi. 

 

Alessandro Stella

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