PRONTO ESTATE BLOG

Costa Viola, terra dell’eterna primavera

Dove la Calabria tocca la Sicilia

La Calabria, antica e gloriosa Magna Grecia, che con il suo ricco patrimonio storico, culturale ed etnico, le sue attrazioni naturali, l’arte, la sua avventura, il suo folclore, la sua genuina gastronomia, è la culla della civiltà italica. Custodisce i segreti del tempo e della storia in un paesaggio incantevole, terra baciata dal sole e abbracciata da due mari nel cuore del Mediterraneo.

Dove la Calabria sembra toccare la Sicilia ci sono luoghi della storia millenaria. Essi appartengono al mito quanto alla storia. Oggi chiamiamo questa terra La Costa Viola, uno dei tratti Costieri più belli di tutta la Calabria, dove la bellezza è tranquilla ed intatta, dove le notevoli testimonianze archeologiche, sono inserite in una cornice di straordinaria bellezza paesaggistica ed ambientale. Dove il verde scende fino ad arrivare a toccare il blu del mare creando la magia, il colore viola che contraddistingue la Costa.

 «Ogni cosa si tinge con le diverse tonalità del colore viola, dando vita ogni sera, con i suoi spettacolari riflessi, ad una visione sempre nuova

(Platone, IV secolo a.C.)

L'area deve il suo nome alla descrizione del filosofo Platone che, navigando lungo questo tratto di mare, rimase colpito dalle varie tonalità di viola caratteristico colore che assumono in certe ore del giorno le limpide e profonde acque che lambiscono le sue spiagge, spesso raggiungibili solo dal mare ed interrotte da tipiche falesie rocciose, le quali, senza soluzione di continuità, dall’Aspromonte si immergono rapidamente in mare, facendo si che si possono attribuire alla Costa Viola la denominazione di “montagna a mare”. La bellezza del mare violaceo e l’unicità della costa frastagliata, esaltono uno scenario unico e suggestivo, avvolto dal mito e dalle leggende che tutt’oggi resistono. Sotto l’osservatore e di fronte ad esso,è la visione strabiliante del mare ,dello Stretto di Messina, delle Eolie,che, al tramonto,giacciono, poggiate sull’orizzonte come petali azzurrini.

 La credenza popolare colloca il colore della Costa alla leggenda di Donna Canfora ricca nobildonna, quella che la vide respingere l’offerta d’amore da parte di un saraceno, che la attirò con l’inganno sulla sua nave, da cui lei si lanciò per non: infrangere il ricordo del marito. Nel punto in cui la donna annegò, le acque diventarono di colore azzurro e verde smeraldo e che il fondo si coprì di alghe. Il ricordo di Donna Canfora rivive ancora oggi quando le onde, infrangendosi sulla terraferma,simulano l’abbraccio della donna alla sua terra.

Il “Piccolo Paradiso” così lo scrittore Leonida Repaci definiva questo tratto di Costa, 35 chilometri di costa che da Villa San Giovanni arrivano a Palmi, passando per Scilla e Bagnara Calabra, con i caratteristici ed imponenti crinali dell’Aspromonte e del Monte Poro che entrano direttamente nel mare. Siamo nella parte finale della punta dello stivale una costa tutta da scoprire, le sue acque limpide custodiscono numerosi reperti. Una costa con la ricchezza di una storia secolare delle antiche civiltà che hanno fatto tappa in Calabria o vi si sono insediate. Tesori archeologici e naturali di grande interesse, sono nascoste e protette dai fondali di Cavaianculla, della Pietrosa, dei Chianiti, di Pietragalera e di Capo Barbi. Palmi è considerata una città di mare e montagna perché da entrambi ne trae i benefici. Lo scrittore Leonida Repaci scrisse che “Palmi ha un dio dalla sua il Monte Sant’Elia dalla cui cima folta di pini si gode uno dei panorami più affascinanti del mondo” Monte Sant’Elia è crinale costiero del massiccio dell’Aspromonte, è definito “Il balcone sul mar Tirreno”. A Palmi oltre alle spiagge dorate della Tonnara con il meraviglioso Scoglio dell’Ulivo, Pietrenere e Scinà, la costa e disseminati di incantevoli insenature e meravigliosi fondali, meta prediletta di subacquei, offre ai suoi visitatori indescrivibili e suggestivi panorami, escursioni naturalistiche lungo antichi sentieri. Il Tracciolino è considerato il più importante e famoso sentiero della Costa Viola, che si snoda a trecento metri di quota nella macchia mediterranea offrendo magnifici panorami sulle spiagge calabresi. Il sentiero collega Palmi a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria, e fra i percorsi di trekking più belli e suggestivi di tutta la regione, “Il sentiero sospeso tra il cielo e il mare”. La

Storia e mito si intrecciano in questo splendido scorcio della Costa Viola dominata dalla suggestiva Torre saracena del’500, da cui è possibile abbracciare, con un unicop sguardo,la pporzione di mare che va da Capo Vaticano alle Isole Eolie.Il Parco Archeologico dei Tauriani, assolutamente da visitare a Taureana con la sua cripta paleocristiana del IV secolo e la chiesetta di San Fantino, il primo Santo di Calabria. L’esplorazione del grandioso insediamento rupestre monastico-bizantino nelle grotte neolitiche di Tarditi sono emozionanti, intorno alle quali aleggiano miti, leggende e racconti di tesori sepolti. Per chi intende conoscere da vicino gli splendidi fondali della Costa Viola, a Palmi c’è la sede per il Centro Immersioni. Nel cuore della Costa, in fondo ad un ampia insenatura tra le colline a strapiombo sul mare, incastonata come un antico anfiteatro tra i vigneti, Bagnara Calabra si specchia sulle acque del basso Tirreno. In un mare che i riflessi del sole e delle rocce colorano di viola, la “Grotta del Monaco” e la “Grotta delle Rondini” sono interessanti mete di gite in barca. Si distingue per le bellezze delle sue spiagge, Il Colle Marturano divide in due la spiaggia che si estende, per oltre un chilometro, dal monte “Cucuzzo” alla torre Ruggiero. A fine luglio vi si svolge la Sagra del Pesce Spada. Bagnara Calabra e nota anche come patria del torrone. Prodotto ancora seguendo antiche tradizioni dei primi torronifici artigianali sorti nei pressi di Bagnara, è uno dei dolci Calabresi più apprezzati nel mondo.

La visione ammaliante dello Stretto di Messina, dello Stromboli e delle isole Eolie è uno dei panorami più incantevoli d’Italia, secondo la descrizione di Eduard Lear, datata 1847.

Scilla e Chianalea rappresentano l’immagine simbolo di una Calabria ricca di Borghi e piccoli centri colmi di storia, leggende e paesaggi che sanno incantare con la loro bellezza senza tempo. Scilla è una rinomata meta turistica un piccolo borgo dalle antichissime origini della provincia di Reggio Calabria. Porta d’ingresso allo Stretto di Messina, tra mitologia, storia, leggenda e poetiche immagini. Si trova in una posizione strategica, con L’Aspromonte che scende a picco sul mare, si caratterizza per il suo porticciolo attorniato da abitazioni realizzate sul pelo dell’acqua e per una cucina che vede il pesce (in particolare il pesce spada) protagonista assoluto, oltre che per la bellezza tipica dei paesaggi della Costa Viola. Il nome ha avuto origine dal termine greco Skylla, ossia scoglio. La leggenda narra che la nascita della località sia da ricondurre alla figura della ninfa Scilla, trasformata in un mostro a 6 teste dalla maga Circe e divenuta un vero e proprio incubo per le navi che si trovavano a navigare nei pressi dello Stretto di Messina. Lì dove Mare Jonio e Tirreno s’incontrano da tempo immemore, dando vita alle leggende di Scilla e Cariddi di cui Omero scrisse nella sua Odissea.

Il borgo di Chianalea di Scilla è uno di quei posti che ti rimane nel cuore, e uno spettacolo unico e affascinante fatto di mare in ogni sfumatura. Una piccola gemma della Costa Viola fatta di casette a picco sul mare che sembrano spuntare direttamente dall’acqua e che si arrampicano verso Scilla. Di panorami sullo Stretto che ti rapiscono, di sfumature dal verde smeraldo che ti lasciano lì, con gli occhi che non riescono più a staccarsi da quella meraviglia.

E’ il più antico borgo di Scilla; si tratta di un caratteristico quartiere di pescatori noto anche come Piano delle Galee. Il soprannome di “piccola Venezia del Sud” è legato alla caratteristica distintiva di Chianalea, che la rende unica e indimenticabile: le abitazioni che, situate a ridosso degli scogli, sembrano galleggiare sul mare; unite da arcate, si stringono attorno a piccole viuzze che ricordano i canali di Venezia. Qui gli abitanti vivono ancora dell’attività della pesca, con le barche ormeggiate nel porto, situato tra Chianalea e Marina Grande. A tardi primavera si pratica la caratteristica pesca del pesce spada che si effettua nello Stretto con le passarelle, imbarcazioni eredi dei luntri “Le Feluche”adoperati per la cattura dei pesci spada con vedetta e arpione, secondo l’antico metodo dei Fenici.

Si può concludere nel affermare che la Costa Viola, è la terra dell’eterna primavera.

By Maria Celebre, DeaKalabria

 

 

 

 

Condividi su
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
Sfoglia online le versioni cartacee di Pronto Estate
HAI UNA STRUTTURA E VUOI COMPARIRE QUI SU PRONTOESTATE? CONTATTA UN NOSTRO AGENTE