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Le eccellenze casearie calabresi

Prodotti certificati famosi in tutto il mondo

formaggi calabresi

La produzione casearia in Calabria ha sempre rappresentato un punto di forza non solo gastronomico, ma anche culturale: rivela l’antica tradizione agricola e pastorizia che un tempo costituiva l’unica fonte di sostentamento per le popolazioni meno abbienti e, più in generale, per tutti gli strati sociali. Dai campi giungeva, infatti, il nutrimento anche per le classi più agiate, le quali si rivolgevano a contadini e pastori per proteggere e far fruttare i loro beni.

Per un breve lasso di tempo, quel mondo bucolico è apparso in via di estinzione, ma negli ultimi tempi ha riacquistato vigore grazie alle numerose aziende che hanno puntato sull’eccellenza di prodotti ai primi posti delle gerarchie nazionali e mondiali.

I pezzi pregiati del comparto caseario sono dislocati lungo l’intera regione, senza soluzione di continuità. Da nord a sud, troveremo il caciocavallo, il pecorino, la ricotta, la mozzarella, ognuno con le proprie peculiarità.

Il più settentrionale è il Butirro del Pollino PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale), formaggio a pasta filata caratterizzato da un cuore di burro morbido, prodotto in particolare alle pendici del Pollino, tra i comuni di Castrovillari, Morano Calabro, Frascineto e Cassano allo Jonio.

Percorrendo la regione verso sud, incontriamo il celebre Caciocavallo Silano DOP (Denominazione di Origine Protetta), a pasta filata semidura, realizzato in tutta l’area dell’altipiano della Sila e della Presila.

Alla zona di Crotone appartiene il Pecorino Crotonese DOP, probabilmente il più famoso, conosciuto anche oltre i confini nazionali. Preparato con latte pecorino e caprino, ha un sapore deciso che rispecchia il carattere fiero dei calabresi.

Meno stagionato è, invece, il Pecorino del Poro(Prossimo all'ottenimento dell' Indicazione Geografica Protetta), appartenente all’area del Monte Poro, un altopiano in provincia di Vibo Valentia, caratterizzato da ampie distese verdi, ideali per nutrire le pecore e conferire al prodotto un sapore unico.

Una nota di merito spetta anche al Caciocavallo di Ciminà (Presidio Slow Food), nato nella zona grecanica dell’Aspromonte e prodotto con latte vaccino, di capra e caglio di capretto.

Oltre alle eccellenze qui menzionate, molte altre prelibatezze sostengono il comparto caseario: ogni singola zona ha una propria anima rispecchiata nelle peculiarità dei vari tipi di formaggio. Non è quindi possibile elencare tutti i beni gastronomici legati all’universo ovino e bovino, ma siamo sicuri di aver consegnato al visitatore un buon punto di partenza per scoprire l’appetitoso mondo dei latticini calabresi.

 

Alessandro Stella

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