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Fichi d’India di Calabria: colorati, buoni e salutari

Un superfood antico, cibo di guerrieri e re

Fichi d’India di Calabria un superfood colorato, buono e salutare

Aaah la Calabria... spettacolare, variopinta, variegata, buonissima! Eh già, tra le leccornie della nostra assolata regione si celano delle bontà che non tutti conoscono, ed è proprio di sole e di alte temperature che parliamo. Eccoci quindi venire in vostro soccorso, raccontandovi di un superfood, un frutto estremamente dolce e coloratissimo, un vero e proprio nettare degli dei, che ricerca il caldo.

Parliamo dei Fichi d’India... di Calabria!

Vi sarà capitato di vedere lungo le strade, sentieri e balconate sul mare questa particolare pianta, che incornicia e rende caratteristici e iconici alcuni posti della nostra regione.

 

Una connessione tra Aztechi e Calabresi

Ma facciamo un passo indietro, come si evince dal nome essi vengono da molto lontano (erroneamente attribuite alle Indie), non solo geograficamente ma anche nel tempo, ritornando al 1493 un anno dopo la scoperta dell’America, quando Cristoforo Colombo tornò a Lisbona, importandoli in Europa.

Per gli Aztechi, infatti, il fico d’India era considerato un frutto glorioso, cibo per guerrieri e re e che nasceva su una pianta sacra, con forti valori simbolici dovuti soprattutto ai colori dei frutti, ma anche estremamente commerciale, in quanto da essi veniva estratto il prezioso colore “carminio” - un rosso acceso, profondo, scarlatto. Spinosi fuori ma dal cuore dolce, per qualcuno potrebbe rappresentare un po’ la Calabria, che li ha accolti con naturalezza. Una terra aspra a primo impatto, ma super dolce e ospitale appena la conosci anche solo un pochino.

 

Sapore di mare

Similitudini a parte, come è giunto anche in Calabria?

Beh grazie ai volatili, ghiotti anch’essi di questa prelibatezza, che ne sparsero i semi e al microclima ideale e caldo (alle volte desertico) che risiede nelle aree che si affacciano sul mare, diventarono ben presto parte integrante del paesaggio e della cultura di molti paesi del Mediterraneo.

Questo frutto dai colori sgargianti nasce sulla opuntia ficus-indica, pianta della famiglia delle Cactacee che può raggiungere anche i 3 metri di altezza. Un vero e proprio cactus con i suoi “rami” a forma di pale appiattite contornate di lunghe spine davvero pungenti, che sulla sommità vanno ad ospitare fiori coloratissimi prima e i frutti (anch’essi spinosi) dopo. Soffermiamoci su questo aspetto, perché nella raccolta non bisogna affrontare solo le spine della pianta, ma anche quelle che tempestano il frutto stesso, rendendo davvero ostica la sua sbucciatura.

Consiglio: prima di sbucciare, metteteli sotto l’acqua fredda così da eliminare parte delle spine e successivamente aiutandovi con una forchetta, tagliate le due estremità, incidete poi in lunghezza e fate scivolare via la polpa, così da separarla.

 

La dolce stagione

È un frutto prettamente estivo e la sua raccolta avviene tra fine luglio e spesso fino ad ottobre... sì ad ottobre da queste parti si va ancora a mare. La raccolta avviene tramite strumenti tradizionali come il coppo (totalmente in legno): un lunghissimo bastone alla cui estremità c’è un tubo cavo per staccare facilmente, con movimento rotatorio e infilare il frutto, oppure direttamente con guanti in gomma… spessi, molto spessi.

 

Una cucina colorata e salutare

Una volta raccolto, questo afrodisiaco frutto pieno di succosa polpa, viene utilizzato in svariati modi partendo dal semplice frutto, magari come spuntino o come marmellate, succhi o sciroppi, ma anche come condimenti di risotti e insalate e perché no, potreste trovarlo anche accompagnato a qualche prodotto tipico come salumi e formaggi.

Le sue proprietà benefiche sono svariate, si tratta di un superfood ricco di acqua e di vitamine, tra cui ferro, fosforo, potassio e magnesio. Al suo interno vi sono fibre, aumentando il senso di sazietà e utili per assimilare meno grassi e zuccheri tenendo a bada glicemia e sovrappeso. Senza contare che favoriscono la diuresi, riducendo il rischio di calcoli renali e sono super ricchi di antiossidanti, utili a combattere l’invecchiamento cellulare e favorendo la crescita di capelli e unghie. Insomma un toccasana per corpo e mente. Ovviamente, come tutte le cose, non esagerate perché se consumato in eccesso, può provocare stitichezza.

***

Viaggiatori e calabresi, avete mai assaggiato questa esplosione di colori e sapori? Assaggiate il fico d’India, che sia di colore rosso, giallo, fucsia o arancione e non perdete l’occasione di arricchire la vostra #CalabriaTravelExperience con un tesoro antico ma sempre gustoso e attuale.

di Domenico Rizzo

 

Credits

Fotografia di Blue Green Calabria (IG: @2wheels5)

 

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