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La Madonna di Romania

Un episodio miracoloso della Seconda Guerra Mondiale

madonna di romania tropea

All’interno della cattedrale normanna di Tropea è conservato un quadro antichissimo, giunto nella cittadina in epoca remota. L’effige rappresenta la patrona della città: la Madonna di Romania (da Romània nome con cui si identificavano le terre conquistate dai Romani, in particolare la parte orientale dell’impero) oggetto di grande venerazione da parte della popolazione.

Secondo la tradizione, il quadro sarebbe giunto via mare a bordo di una nave che, impossibilitata a ripartire, avrebbe consegnato l’icona al vescovo locale. Con tutta probabilità, però, l’arrivo del dipinto sarebbe da attribuire all’iconoclastia, movimento sorto nell’oriente romano nell’VIII sec. d.C. per combattere l’idolatria delle immagini sacre.

Numerosi sono i miracoli attribuiti alla Madonna nel corso dei secoli: si annoverano protezioni da pestilenze, terremoti, carestie e altre calamità, ma l’episodio più famoso riporta ancora oggi testimonianze tangibili.

Siamo nel luglio del 1943, nel cuore della Seconda Guerra Mondiale, a un passo dalla capitolazione del regime fascista. Le truppe alleate sono sbarcate da pochi giorni in Sicilia e anche le coste calabresi sono teatro di battaglia, uno scontro cruento che non risparmia nessuno: i bombardamenti si susseguono per mettere in fuga i tedeschi e le abitazioni civili si rivelano fragili e insicure sotto la pioggia di bombe lanciate senza sosta.

Intorno alle 16 del 24 luglio un gruppo di bambini gioca spensierato in un piccolo giardino nel cuore del paese, mentre una formazione aerea sorvola la città ad alta quota. Repentino, un velivolo si stacca dal gruppo per abbassarsi e fare strage di innocenti. Sgancia sei bombe proprio sui bambini, i quali assistono allo spettacolo pietrificati dal sibilo degli ordigni che toccano terra proprio in quel giardino. Le bombe però non scoppiano. Restano infilzate nella terra arsa dalla calura estiva. Si grida subito al miracolo, viene chiamato a raccolta il clero, il vescovo, tutta la popolazione invocante il nome della Madonna di Romania. Analizzati, gli ordigni evidenziano il perfetto funzionamento, accrescendo così l’aura di devozione per la misteriosa effige.

Oggi, due delle sei bombe inesplose sono conservate all’interno del duomo di Tropea, ai lati dell’ingresso della navata centrale, a testimonianza dello straordinario potere spirituale dell’antica patrona e di quel giorno in cui storia e fede si unirono indissolubilmente.

 

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